Gli animali nella cultura norrena

Prefazione

Gli animali per i norreni avevano un significato molto simbolico, oltre che quello “classico” (erbivori come fonte di cibo, carnivori come predatori, ecc.), ed in molti di essi erano rispecchiate le qualità degli dèi. Qua parlerò solo degli animali più importanti, vale a dire il lupo, l’orso, il corvo, il gatto, il cinghiale, il serpente, il salmone, il gallo, gli ovini ed i bovini.

Lupo (Úlfr, vargr)

In assoluto il predatore più temuto e al contempo venerato dai norreni. La sua intelligenza ma al contempo la sua forza solo in branco, unita alle abitudini variabili tra notturne e diurne, ne fanno l’alleato e nemico per eccellenza. Così abbiamo alleanze tra lupi e dèi ed uomini, come ad esempio gli úlfheðnar, i guerrieri lupo, e Geri e Freki, i lupi di Óðinn, così come abbiamo i lupi come nemici cosmici, da Hati e Skǫll che inseguono la Luna (Máni) e il Sole (Sól) a Fenrir, che ucciderà Óðinn durante il Ragnarǫkr e la cui liberazione è una delle cause della stessa fine del mondo. Si hanno notizie di cani volutamente incrociati coi lupi allo scopo di creare possenti cani da guerra, così come si hanno amuleti con denti e pelle di lupo (gli úlfheðnar ne indossano le pelli sulle spalle) come status-simbolo di forza. Esistono due parole per identificare il lupo, “úlfr” è di origine germanica e la più comune, anche nella composizione dei nome; mentre “vargr” sembra essere natia della Scandinavia ed era spesso identificata per i lupi “malvagi”. Sacrifici di lupo erano spesso offerti a Týr a causa della sua mano mozzata da Fenrir, ma anche ad Óðinn per la vittoria.

Orso (Bjǫrn)

Animale simbolo della resistenza e forza, considerato anche egli come nemico malvagio e al contempo alleato, a differenza del lupo, però, più nei segni che nei fatti. Per esempio, molti erano i riti per avere un orso come spirito guida, mentre l’apparizione di un orso in sogno è uno dei presagi di pericolo più noti che ci sia (vedere il sogno di Kostbera). Nell’idea collettiva norrena, curiosamente, gli orsi polari erano considerati più buoni e pacifici degli orsi bruni, probabilmente a causa della loro rarità (rispetto ai bruni) e al colore; anche se oggi tutti sappiamo che la realtà è esattamente l’opposto. Da ricordare sono i bersekir, i guerrieri orso, e l’utilizzo del nome Bjǫrn (variante femminile Birna) per gli individui grossi e resistenti.

Corvo (Hrafn)

Simbolo supremo dell’astuzia e d’adattamento. I corvi portavano molti presagi: dall’indicare le battaglie (si nutrono anche di cadaveri e capiscono dove ce ne saranno) alle informazioni più disparate. Óðinn possiede due corvi, Huginn e Muginn, che ogni giorno volano intorno a tutti i mondi e al loro ritorno gli riferiscono cosa hanno visto. Molto spesso corvi e cornacchie (i norreni non facevano nessuna distinzione tra i due) venivano addomesticati ed utilizzati sia come messaggeri sia come esploratori; l’addomesticamento era ed è tutt’oggi più facile che nel resto del mondo vista la scarsa quantità di cibo reperibile da tali uccelli durante l’inverno. Numerosi sono i nomi (Hrafn maschile, Hrefna femminile) date alle persone intelligenti e con buono adattabilità. Ai corvi vengono spesso associate anche le valchirie, vista la loro presenza sui campi di battaglia e la loro abilità nel volare.

Gatto (Kǫttr)

Animale simbolo della furtività e ritenuto magico. Innumerevoli sono le kenning per “silenzioso”, “furtivo”, “scaltro” attribuite a questo felino. Il suo passo è ritenuto inudibile a chiunque. Freyja possiede due gatti che trainano il suo carro. Le qualità magiche del gatto sono associate anch’esse alla sua furtività: viste le abitudini notturne e la silenziosità, si riteneva fosse in grado di apparire e scomparire a suo piacimento, sia in uno che più mondi (associandogli dunque anche una funzione di psicopompo e nesso tra il mondo dei mortali e degli dèi).

Cinghiale (Vildsvínn)

Animale simbolo di fertilità. Freyr possiede un cinghiale, Gullinbursti, forgiato dai nani Brokkr e Sindri e capace di volare e camminare sull’acqua. Nella Valhǫll è presente un cinghiale chiamato Sæhrímnir, la cui carne viene cucinata ogni giorno per nutrire gli einherjar (guerrieri di Óðinn nella Valhǫll) ma che ogni mattina resuscita per intero come se nulla fosse. Il sangue di cinghiale è quello più utilizzato per il hlaut, il sangue sacrificale. Il cinghiale stesso è uno degli animali più sacrificati in quanto i sacrifici per la fertilità a Freyr e Freyja sono tra i più diffusi. La tradizione di uccidere un cinghiale/maiale per lo Jólablót è rimasta talmente radicata che, ancora oggi in Scandinavia viene consumato per questa occasione, anche dopo le influenze cristiane che hanno abolito il sacrificio e lo hanno spostato al 24-25 dicembre (anziché 13 gennaio).

Serpente (Ormr)

Animale simbolo del cambiamento e della vita antica. A causa della sua freddezza e mancanza di emozioni esplicite, della sua velenosità così come della sua innocuità per l’uomo, gli fu attribuita una sorta di dualità, come per il lupo. Da una parte il serpente viene dalla terra ma riesce a vivere in mare ed ergersi in alto (sugli alberi e su sé stesso) e perciò è un animale superiore, dall’altra non possiede zampe né molti denti e perciò fu ritenuto in parte inferiore. Così abbiamo esempi di elogi al suo cambiar di pelle e alla sua presenza di velenosità così come abbiamo uno dei nemici cosmici principali identificato in un serpente, il Míðgarðsormr (Serpente di Míðgarðr - Míðgarðr è la Terra di Mezzo, il mondo degli uomini). Costui sarà l’assassino di Þórr, anche se morirà nel combattimento; e cinge l’intera terra nella sua stretta da sotto le acque. A causa del suo antagonismo con gli uccelli, vi sono moltissimi serpenti che rodono Yggdrasill da sotto così come moltissimi uccelli vi si posano sopra; inoltre, pare che il drago sia nato proprio dal legame tra uccello e serpente. Il confine tra drago e serpente è molto sottile nell’ideologia norrena. Basti pensare che Fáfnir e Níðhǫggr, palesi esempi di drago, vengono chiamati parecchie volte “ormr”, sebbene la parola per drago esista e sia molto diffusa, “drakkr” (pensate alle drakkar). Il nome Ormr (e suoi derivati) era spesso attribuito agli individui freddi ma sicuri di sé.

Salmone (Lax)

Animale simbolo della furtività acquatica e dell’indipendenza. Considerato il simbolo di libertà per eccellenza vista la sua abilità nel nuotare controcorrente, viene anche considerato un pasto regale vista la sua enorme quantità di grasso e prelibatezza. Loki scappò trasformato in salmone dopo le Lokasenna, tuttavia Þórr, unito agli altri dèi, riuscì a prenderlo, e Snorri attribuisce la presa a mani nude di Þórr alla motivazione dl perché il salmone ha il dorso così pronunciato.

Gallo (Hani)

Animale simbolo dell’annuncio. I norreni non usavano castrare questo animale, perciò, anche negli allevamenti, il pollo era sconosciuto; perciò l’analogia col canto è ancora più evidente. Oltre ad annunciatore, il gallo svolge anche un compito importante nel Fjǫlsvinnsmál: infatti la carne di Viðófnir, un gallo appollaiato su Mímameiðr, è l’unico cibo da poter dare ai cani da guardia per entrare nella fortezza di Menglǫð, tuttavia Víðófnir può essere ucciso solo da un’arma custodita da una sposa di Surtr che la cederà solo per la coda del gallo (impossibile da prendere senza ucciderlo o venire uccisi dallo stesso). I galli annunceranno il Ragnarǫkr sia agli dèi, sia alle forze del male, sia ai morti. Il dio Hœnir sembra possedere un nome variante di Hani (gallo). I galli venivano sacrificati durante gli erfar, i riti funebri.

Mucca, toro, buoi (Kyr, griðungr, óx)

La mucca è simbolo di maternità. La mucca primordiale Auðhumla nutrì Ymir al principio del mondo, produceva quattro fiumi di latte. Ella inoltre, brucando alcune pietre congelate, creò uno dei primi esseri, Burr, padre dei primi dèi. Pertanto veniva identificata come madre del creato. Le mucche erano spesso oggetto di sacrificio per Frigg, Gefjun e Iðunn.
Il toro, sua controparte maschile, è simbolo di forza primordiale. Uccidere un toro selvaggio, infatti, era una prova di forza immane; tale prova chiede infatti Hymir a Þórr con i suoi buoi semi-selvatici.
Il bue, la versione addomesticata del toro, aveva una funzione molto più simbolica: rappresenta infatti la forza primordiale del toro domata dall’uomo e usata a suo piacimento. I buoi, secondo Snorri, delimitarono i confini della terra degli Asi, in quanto a Gefjun fu concessa tanta terra quanta i suoi buoi sarebbero riusciti ad arare; ella generò quattro buoi con un gigante e separò la Scandinavia dal resto della terra, così appropiandosene.

Capra, montone, pecora (Geitr hafr, sauðr)

La capra e il caprone (montone) sono simbolo della selvaggità e sono correlati a Þórr. Infatti il Dio del Tuono ha due caproni (Tanngnjóstr e Tanngrisnir) per trainare il suo carro. Una capra divina, Heiðrún, bruca Yggdrasill, e dalle sue mammelle scorre un idromele che ogni giorno viene bevuto da Óðinn e da tutti gli einherjar. Un sacrificio di capre era considerato propizio per sconfiggere i demoni, visto il loro legame con Þórr, protettore dell’umanità.
La pecora, allevata sia per il cibo sia per la carne, era anche uno degli animali sacrificali più diffusi. La sua carne, considerata preziosa poiché rara (era più utile per la lana), veniva consumata sia durante sia dopo il blót (sacrificio) ed era merce di scambio molto gradita.


Fonti scritte

Gylfaginning, Vǫluspá, Reginsmál, Fáfnismál, Saga Hrafnkels Góða.  

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