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Approfondimento sul Jólablót

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BUONA LETTURA


Prefazione


Lo Jólablót era ed è una delle festività più importanti della cultura norrena. È la festa/sacrificio di metà skammdegi (inverno), chiamato anche “Miðsvetrablót”, traducibile letteralmente con “sacrificio di mezzo inverno”. In assoluto una delle festività più importanti per i norreni, la veizla successiva durava dai 3 ai 5 giorni, ma ci sono casi citati da Snorri che parlano addirittura di 15 giorni di veizla. Il sacrificio tipico era un maiale a Freyr.

La data del Jólablót nel calendario gregoriano è tra il 13 e il 14 gennaio o tra il 27 e il 28, in base alla trasposizione dei mesi norreni che si utilizza, ovvero se essi finiscono il 14 di ogni mese gregoriano o il 28, con l’eccezione del mese mǫrsugr, che finiva il 13 o il 27.

Venne poi spostato in data 25 dicembre per combaciare col Natale cristiano durante la cristianizzazione della Scandinavia, per questo motivo oggi i neopagani festeggiano “Yule” il 21 dicembre (solstizio) e nelle lingue scandinave il Natale cristiano si chiama “Jul/Jól”.

Citazioni nel materiale in lingua norrena


La data del Jólablót è attestata nettamente nella saga di Hákon il Buono (Saga Hákonar góða), nel capitolo 15:

«Re Hákon era un buon cristiano quando arrivò in Norvegia. Ma tutto il paese era eteno, e c’erano molti sacrifici, praticati anche dagli uomini potenti, e a lui serviva l’aiuto e l’amicizia delle persone importanti, perciò tenne nascosto il fatto che fosse cristiano e si adattò a festeggiare il venerdì sera e non la domenica mattina. Fece una legge per la quale lo Jólablót fosse celebrato allo stesso tempo dei cristiani: ogni uomo doveva preparare la birra dal raccolto di orzo degli altri e le vacanze duravano finché la birra di tutti non finiva. Prima di questo, gli eteni festeggiavano lo Jólablót durante la hǫkunótt, la notte di mezzo inverno, e andavano avanti a festeggiare per 3 notti.»

«Hákon konungr var vel kristinn, er hann kom í Noreg. En fyrir því at þar var land alt heiðit ok blótskapr mikill, en stórmenni mart, en hann þóttist liðs þurfa mjǫk ok alþýðu vinsæld, þá tók hann þat ráð, at fara leyniliga með kristni, hélt sunnudaga ok frjádagafǫstu ok minning hinna stœrstu hátíða. Hann setti þat í lǫgum at hefja jólahald þann tíma sem kristnir menn, ok skyldi þá hverr maðr eiga mælis ǫl, en gjalda fé ella, en halda heilagt meðan jólin ynnist. En áðr var jólahald hafit hǫkunótt, þat var miðsvetrar nótt, ok haldin þriggja nátta jól.»

La notte di mezzo inverno, ovvero metà skammdegi, era alla fine del 3° mese dello stesso, in quanto le due stagioni norrene, skammdegi e nóttleysi, duravano 6 mesi ciascuna. Il 3° mese dello skammdegi è il mǫrsugr, che, come già detto, termina il 13 (o il 27) gennaio del gregoriano.

Il capitolo della saga di Hákon il Buono accenna anche alla enorme durata della veizla, la festa post-sacrificio o festività, in quanto sarebbe durata finché la birra non sarebbe finita.

Lasciti moderni


L’usanza di sacrificare maiali a Freyr è sopravvissuta alla cristianizzazione nei paesi scandinavi tramite il julskinka/julskinke, vale a dire il prosciutto di maiale preparato appositamente per Jul e consumato durante lo stesso.

I neopagani e Wiccan festeggiano lo Yule il 21 dicembre correlandolo talvolta al solstizio invernale, talvolta alla Festa della Luce.

Fonti


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